UNA STORIA CHE INSEGNA A STARE NEL PRESENTE
Ispirata alla storia zen: l’anziano e il cagnolino.
Mentre era immerso nei suoi consueti esercizi quotidiani, un anziano fu interrotto da un cagnolino che gli si avvicinò, allegro e vivace.
Infastidito dalla presenza dell’animale, l’uomo cercò subito di allontanarlo: raccolse una pallina e la lanciò lontano, sperando che il cagnolino la inseguissi e se ne andasse. Ma il piccolo tornò indietro, scodinzolante. L’anziano, sempre più infastidito, reagì d’impulso: lanciò la pallina nel vuoto, oltre le mura del palazzo. Il cucciolo, nel tentativo di raggiungerla, si sporse troppo… e cadde.
Sconvolto, l’anziano si sentì subito sopraffatto dal senso di colpa. Corse giù, lo cercò ovunque, finché lo trovò, privo di sensi, adagiato su una roccia. Lo prese con sé, lo curò. Dopo un po’ di tempo, il cagnolino si riprese. Quando aprì di nuovo gli occhi, l’anziano sorrise: per la prima volta, dopo tanto tempo, si sentì felice.
Da quel giorno, la sua routine cambiò. La sua quotidianità si arricchì di compagnia, affetto e nuove emozioni. Un incontro inatteso aveva riempito di senso le sue giornate.
Il significato della storia
Quando siamo immersi nella routine, nelle preoccupazioni, nel “fare”, rischiamo di diventare ciechi a ciò che ci circonda. Trattiamo ogni novità come un fastidio, ogni interruzione come un ostacolo. Eppure, proprio ciò che sembra “fuori programma” può essere un dono inaspettato.
Nel tentativo di tenere tutto sotto controllo, possiamo arrivare ad allontanare ciò che conta davvero, a trascurare affetti, occasioni, momenti preziosi.
Vivere il presente significa accogliere ciò che arriva, anche quando non era previsto. Significa rallentare, osservare, prestare attenzione. A volte basta poco: un sorriso, uno sguardo, un incontro inatteso… per ritrovare un senso più profondo alle nostre giornate.




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