IL MIO BLOG
Uno spazio dove condivido riflessioni e approfondimenti sul mondo della psicologia.
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Il cortometraggio “Qui e Ora” si apre con un suono familiare: il ticchettio dell’orologio. È quel rumore che ogni giorno accompagna — quasi impercettibilmente — le nostre vite, dettando ritmi e abitudini che ripetiamo in automatico.
Sveglia, bagno, colazione, lavoro. Giorno dopo giorno, i nostri gesti si susseguono senza consapevolezza, come se vivessimo in una sorta di “pilota automatico”. Finché qualcosa non va secondo i piani. È in quel momento che si apre una crepa nel tempo, e nasce la possibilità di cambiare.
Nel corso della vita, spesso si affrontano eventi dolorosi. Tra i più difficili c’è la perdita di una persona cara: un genitore, un figlio, un fratello o un amico.
Spesso la mente si riempie di pensieri confusi e difficili da gestire, come:
È normale sentirsi tristi, a volte. La tristezza è una delle emozioni fondamentali che ci accompagnano fin dall’evoluzione: di solito è collegata a una perdita, come quella di una persona cara, di una relazione, di un lavoro, della salute o del proprio ruolo sociale.
Ma quando la tristezza diventa depressione?
Quando inizia a interferire con la capacità di vivere il quotidiano: le relazioni si fanno difficili, il lavoro diventa un peso, il tempo libero perde significato, e questo stato si protrae nel tempo.
Secondo alcune teorie evolutive, la tristezza aiuta a sopravvivere nei momenti di pericolo o fallimento, limitando l’azione impulsiva e favorendo un ritiro utile alla riflessione. In questo modo possiamo evitare situazioni rischiose o inutili, elaborare ciò che è accaduto, comprendere meglio noi stessi e preparare un cambiamento.
Continua a leggere“L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te.
L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.”
— Erich Fromm
Le relazioni sono fondamentali per l’essere umano: la loro qualità influisce direttamente sul benessere e sulla soddisfazione personale. Proprio per questa importanza, possono diventare anche fonte di disagio, dolore e confusione.
Quando si incontrano difficoltà nel creare rapporti significativi o quando le relazioni entrano in crisi, può venir meno l’equilibrio personale.
Continua a leggereL’ipocondria, oggi denominata ansia per le malattie, è una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per la propria salute, accompagnata da una costante paura di avere o sviluppare una malattia grave, anche in assenza di prove mediche o nonostante ripetute rassicurazioni da parte dei professionisti.
La persona può essere consapevole dell’esagerazione dei propri timori, ma nemmeno le conferme mediche riescono a tranquillizzarla in modo duraturo.
Le preoccupazioni possono riguardare, ad esempio:
La persona interpreta questi segnali come potenzialmente pericolosi, attribuendo loro un significato catastrofico.
Diventa un disturbo vero e proprio quando compromette la qualità della vita, influendo negativamente sulla sfera relazionale, lavorativa, scolastica e sociale.
Continua a leggereIl concetto di idee irrazionali è stato introdotto per la prima volta da Albert Ellis (1957-1962), fondatore della Terapia Razionale Emotiva (RET). Secondo Ellis, molti problemi psicologici derivano da convinzioni disfunzionali che non corrispondono alla realtà.
Il fulcro della sua teoria è che non sono gli eventi a causare i nostri stati emotivi, ma il modo in cui li interpretiamo.
Per questo motivo, modificare i nostri schemi mentali significa poter gestire meglio le emozioni dolorose e migliorare il benessere psicologico.
Continua a leggereSono una psicologa e psicoterapeuta e lavoro ad Ancona con adulti ed adolescenti per accompagnarli, supportarli e sostenerli nei momenti difficili della loro vita.
Via Giannelli, 36
Ancona (Italy)
Tel. 3385416763
P.IVA 02679700423
