Quando l’amore cambia..

“All’inizio provavo qualcosa di fortissimo. Adesso non sento più le stesse emozioni. Forse non lo amo più.”

All’inizio di una storia tutto può sembrare straordinario. Aspettiamo un messaggio, abbiamo voglia di vedere continuamente l’altra persona, pensiamo a lei durante la giornata e anche un semplice incontro può farci battere il cuore.

Poi, con il passare del tempo, qualcosa cambia.

Ci si conosce meglio. Arriva la quotidianità. Si condividono impegni, problemi, stanchezza e responsabilità. Le emozioni possono diventare meno travolgenti.

Ed è proprio in questo momento che può comparire una domanda:

“Se non provo più quello che provavo all’inizio, significa che l’amore è finito?”

La psicologia delle relazioni ci aiuta a comprendere che la risposta non è necessariamente sì.

Perché innamorarsi e amare non sono esattamente la stessa cosa.

Amore e innamoramento: qual è la differenza?

Nella vita quotidiana utilizziamo spesso le parole amore e innamoramento come se fossero sinonimi. In realtà possono descrivere esperienze differenti, che possono anche convivere all’interno della stessa relazione.

L’innamoramento è generalmente caratterizzato da una forte intensità emotiva. La persona amata occupa molto spazio nei nostri pensieri, aumenta il desiderio di vicinanza e può esserci una forte attrazione fisica e sessuale.

È la fase del “non riesco a smettere di pensarci”, del desiderio di sentirsi continuamente, dell’attesa di un messaggio e della sensazione che quella persona abbia qualcosa di speciale.

Nell’innamoramento hanno un ruolo importante la passione, la novità e l’attrazione. Proprio per questo può essere un’esperienza molto intensa, ma anche destinata a trasformarsi.

L’amore, invece, può comprendere qualcosa di più ampio.

Può significare conoscere progressivamente l’altra persona, sviluppare intimità e fiducia, prendersene cura, affrontare insieme le difficoltà e scegliere di investire nella relazione.

Questo non significa che l’innamoramento sia “falso” o che l’amore sia necessariamente privo di passione.

Le due esperienze possono sovrapporsi.

Semplicemente, non tutto ciò che caratterizza l’innamoramento deve rimanere invariato perché una relazione continui a essere amore.

Perché l’innamoramento è così intenso?

Quando ci innamoriamo, l’altra persona può diventare particolarmente importante per noi.

La novità, l’attrazione, l’attesa e anche una certa dose di incertezza possono contribuire a rendere l’esperienza molto intensa.

In questa fase, inoltre, spesso conosciamo ancora soltanto alcuni aspetti dell’altra persona.

Possiamo idealizzarla, concentrandoci sulle sue qualità e immaginando possibilità future.

Questo non significa necessariamente che ci stiamo raccontando una bugia.

Significa che stiamo ancora conoscendo qualcuno.

Con il tempo, l’immagine iniziale si confronta con la realtà.

Scopriamo come l’altro affronta lo stress, come reagisce quando è arrabbiato, quali sono le sue fragilità, le sue abitudini e le sue differenze rispetto a noi.

Ed è proprio qui che l’innamoramento può trasformarsi.

L’amore non è sempre fatto di “farfalle nello stomaco”

Quando pensiamo all’amore romantico, immaginiamo spesso soprattutto la passione: il desiderio di stare insieme, l’attrazione, l’eccitazione, la sensazione che quella persona occupi continuamente i nostri pensieri.

Queste emozioni sono reali e importanti. Ma rappresentano soltanto una parte dell’esperienza amorosa.

Lo psicologo Robert Sternberg ha proposto una teoria molto conosciuta secondo cui l’amore comprende tre componenti fondamentali:

  • Passione: attrazione, desiderio ed eccitazione.
  • Intimità: vicinanza emotiva, fiducia, comprensione e possibilità di mostrarsi per ciò che si è.
  • Impegno: la scelta di investire nella relazione e costruire qualcosa nel tempo.

Questi tre elementi possono essere presenti in misura diversa.

Possiamo quindi avere una relazione molto passionale ma ancora poco profonda, oppure un legame caratterizzato da grande intimità nel quale il desiderio attraversa un momento di difficoltà.

La teoria di Sternberg ci aiuta a guardare all’amore non come qualcosa che semplicemente c’è o non c’è, ma come un’esperienza composta da più dimensioni.

Quando la tranquillità viene scambiata per disinteresse

Uno dei problemi nasce quando interpretiamo la diminuzione dell’intensità come una prova che qualcosa non funzioni.

“Non penso più continuamente a lui.”

“Non sento più quella sensazione quando lo vedo.”

“Non ho più bisogno di stare sempre insieme.”

Ma questi cambiamenti, da soli, non ci dicono se una relazione è in crisi.

E se la tranquillità ci annoia?

Per alcune persone, la fase più tranquilla di una relazione può essere difficile da vivere.

Quando diminuisce l’eccitazione iniziale, possono pensare:

“Non sento più niente.”

E magari iniziano a cercare nuovamente quella sensazione intensa che avevano all’inizio.

Ma qui è importante fermarsi.

Stiamo cercando una relazione che ci faccia stare bene oppure stiamo cercando continuamente l’emozione dell’innamoramento?

Sono due cose diverse.

Una relazione stabile può sembrare meno emozionante proprio perché non siamo continuamente in attesa, non dobbiamo conquistare l’altro e non viviamo nell’incertezza di sapere se ci sceglierà.

La sicurezza può essere meno “elettrizzante” dell’incertezza.

E non per questo è meno preziosa.

Quando l’innamoramento finisce ma l’amore rimane

Può accadere che l’innamoramento diminuisca senza che l’amore finisca.

Il modo in cui desideriamo l’altra persona può cambiare. Possiamo sentirci meno euforici, pensare meno frequentemente al partner e vivere la relazione con maggiore tranquillità.

Allo stesso tempo, però, possiamo continuare a sentirci profondamente legati.

Possiamo conoscere i suoi difetti senza idealizzarlo.

Possiamo essere interessati a ciò che prova.

Possiamo desiderare di esserci nei momenti difficili.

Possiamo continuare a immaginare un futuro insieme.

In questo caso non necessariamente abbiamo perso qualcosa.

Potremmo aver cambiato modo di amare.

L’amore cambia, ma non tutto ciò che cambia è una perdita

Forse una delle idee più difficili da accettare è che l’amore non rimane necessariamente uguale a sé stesso.

L’innamoramento può essere intenso, rapido e travolgente.

L’amore può diventare più tranquillo.

La passione può attraversare momenti diversi.

L’intimità può crescere.

L’impegno può diventare una scelta quotidiana.

Non esiste una forma unica di amore valida per tutte le coppie.

La ricerca psicologica ci mostra che le diverse componenti dell’amore possono avere traiettorie differenti e che la qualità di una relazione dipende dall’interazione di numerosi fattori, non dalla sola intensità della passione.

Per questo, quando ci accorgiamo che “non è più come prima”, forse non dovremmo chiederci immediatamente:

“È finito l’amore?”

Potremmo iniziare da una domanda diversa:

“In cosa è cambiato il nostro amore?”

Perché a volte quello che interpretiamo come la fine dell’innamoramento è semplicemente il passaggio da qualcosa che ci travolge a qualcosa che abbiamo imparato a conoscere.

E non tutto ciò che è meno intenso è meno profondo.

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